10 ANNI IN PARRESIA

METODOLOGIE, CONTENUTI, LABORATORI REALIZZATI.

PERCORSI E SFIDE PER DIVENTARE FILOSOFI PRATICI.

Prossima pubblicazione.

             VITE CONTRO VENTO

LA CONSULENZA FILOSOFICA INDIVIDUALE

La nostra vita è preziosa. E non c’è esistenza più soddisfacente di quella che ognuno di noi, con la propria indispensabile missione, conduce superando problemi di varia natura, tracciando così la strada per un futuro colmo di rinnovate energie e speranze. E anche andando incontro alla ventosa tempesta, non rifiutando il tragico, non sfuggendo alle ombre ed impurità della vita, bensì affidandosi al tribunale della propria ragione, a quel sàpere aude di kantiana memoria: abbi il coraggio di servirti della tua ragione! Abbi il coraggio di utilizzare la filosofia! Questo riprendere il coraggio di vivere e pensare è una delle finalità della consulenza filosofica. Allora succede di vedere improvvisamente le mura del mondo aprirsi, comprendendo la propria capacità di essere libero e saggio e vincendo la paura, il brivido, la meraviglia davanti all’universo, davanti a quello spazio immenso che è la propria autonomia. Questo stupore, questo brivido lo si può cogliere o no, ma esso è l’inizio di un percorso di conoscenza esaltante. Il libro di Nicoletta Poli presenta non solo vari studi di casi in cui il dialogo filosofico ha aperto un varco di speranza e coraggio nella persona sofferente, ma anche i vari strumenti euristici da potere utilizzare concretamente nella consulenza filosofica individuale.

    W. JAMES: L’ITINERARIO PSICO-FILOSOFICO

                PER UN MONDO MIGLIORE

Molti libri di William James sono stati tradotti in italiano e “ancorati” alle specificità tematiche.
Quella di Nicoletta Poli è un’opera ragionata sull’intero percorso del geniale pensatore americano, attraverso la lettura di tutti i suoi scritti psicologici e filosofici. In questo tormentato periodo storico e con le sue intuizioni, W. James è attualissimo. Ne emerge il profilo di un intellettuale in continuo fermento spirituale, nonché di un precursore della filosofia pratica, che approda al meliorism, una metafisica per forgiare un mondo migliore, una visione del mondo tesa al continuo progresso delle condizioni dell’umanità.
Uno dei compiti della filosofia è infatti quello di invitare gli uomini a vivere e assaporare il mondo, senza sentirsi estranei, impegnandovi completamente il proprio destino. Un universo buono, solidale e democratico in cui trionfi la vita e si valorizzi l’individuo all’insegna del rispetto per le sue qualità uniche e specifiche.

                     SUL PONTE DELL’ARCOBALENO

NOI RICOSTRUIAMO SCALE VERSO IL CIELO – Prefazione di Gian Ruggero Manzoni
Innegabilmente è interessante il come la scrittura in prosa di Nicoletta Poli sia sempre caratterizzata da una sottile, continua e minuziosa analisi interiore dei personaggi.
Uno dei suoi temi dominanti risulta, infatti, l’esplorazione della parte più profonda della nostra psiche, quella che infine condiziona e determina le nostre azioni, i nostri comportamenti, le nostre scelte di vita. Da ciò il dare un grande valore allo studio dei caratteri, all’esame delle loro emozioni, dei loro stati d’animo, dei loro travagli interiori.
Stabilito questo, la scrittura della nostra autrice presenta una struttura quel tanto originale se paragonata all’odierno narrare. Il racconto, per questo, segue il corso dei pensieri, delle emozioni, dei ricordi dei protagonisti che, di frequente, ripercorrono il passato per prenderne coscienza in funzione di un possibile riappropriarsi del presente così da delineare un futuro, alternando piani temporali e solleticando anche le nostre più intime inclinazioni.
Del resto, con la giusta crisi del materialismo filosofico, il modo di vedere la realtà è, in molti (di buon senso), indubbiamente cambiato e una certa rinnovata sensibilità si è fatta di nuovo largo fra i poeti e gli scrittori, quel tanto sempre più isolati (sebbene i molti festival, premi, eventi, più o meno di livello) e alla ricerca di una ri-radicata identità sia personale che sociale.
Ciò rientra nell’Essere contemporaneo, nei suoi dubbi, nelle sue incertezze; componenti che devono fare i conti con un mondo sempre più massificato, omologato, omogeneizzato, plastificato, globalizzato e improntato sul consumo e sulla spasmodica brama di soldi e successo.
Nicoletta Poli, a seguito di ciò, rivela un sentito bisogno di raccontare, ispirandosi al reale, creando una sua particolare, fluida, diretta tecnica letteraria. Lei è (e con questo la definisco) una sorta di narratrice “onnisciente” che assume la funzione di dire, dirsi e dirci, di certo affidandosi al verosimile, ma un verosimile tale da riflettere, in toto, situazioni ed eventi esistenziali che trovano pieno riscontro nell’oggettività (superando, quindi, le pur stancanti soggettività).
Interessante, anche, come il flusso di coscienza tipico di un Joyce, il romanzo ponderato ad esempio di un Musil e certe “intermittenze del cuore” che furono tanto care a Proust trovino un compendio nelle sue pagine (in questi suoi “biografici” racconti d’altri), salvandosi, però, una certa “architettura” aperta che fu tipica anche di Svevo o di Pirandello.
Alla base di tutto questo risulta, comunque e sempre, che i mali del Sistema che abbiamo costruito siano per lo più da attribuirsi al fatto che al progresso, al raggiunto benessere, non è seguito anche uno sviluppo, medio, sapienziale, civile e morale; non a caso l’analfabetismo di ritorno sta dominando, la corruzione dilaga, nonché la forbice tra chi ha e chi non ha si sta sempre più allargando. E, nell’accusare ciò, Nicoletta Poli è sempre sostenuta da una grande obiettività e da una invidiabile, costante e decisa onestà culturale.
Quindi il motto latino “Gutta cavat lapidem”, cioè “La goccia scava pian piano la roccia”, con tenacia e costanza, a mio avviso le si addice molto, e ciò sottolinea e sostiene, inoltre, la sua indole combattiva, quel tanto votata al sacrificio, quel suo coraggio nel sostenere ancora il sublime e l’amore quali prime forze tradizionali, vergini, originali, pure, che abbiamo a disposizione, poi quell’affrontare caparbiamente il male fisico, il dolore, che, tramite la sua penna, si trasforma in ricerca di bellezza, modellando l’esperienza con lo scalpello dello stile, nonché dell’eleganza nel porsi, nel mostrarsi, nel viversi e nel viverci, “in barba” a una possibile cessazione, a una possibile morte.
In questo modo l’affrontare il dolore può essere considerato quale primo meccanismo di difesa, come una specie di modello o paradigma di ogni elaborazione psichica, al fine di sostenere l’urto del “non senso”. Tale processo consiste, essenzialmente, in una sorta di recupero spontaneo, libero, ispirato; cioè tutte le pulsioni vitali che il dolore fagocita, così da indebolire, lentamente, ma inesorabilmente, la coscienza dell’individuo, devono tornare nella disponibilità dell’Io, al fine di potersi rivolere bene e, di conseguenza, ricominciare a voler bene.
Nicoletta Poli è a conoscenza di questo, ha pratica in questo, in modo che il suo scrivere si basa sull’assunto che i comportamenti umani, compresi quelli apparentemente irrazionali e passionali, dipendono da fattori in massima parte riconducibili al male della e nella carne (creante: diversità) e a quello incistatosi nel contesto sociale (creante: alienazione).
Così, attraverso le vicende dei personaggi trattati, e tramite il loro dire e il loro decidere di fare, questo insieme si propone di offrire un quadro di quest’epoca, e non solo tramite la sua valenza di ordine letterario, ma anche quale indagine imparziale e come “ritrovamento”, “riutilizzazione”, riscatto, infine redenzione di valori, abituali, tipici della nostra matrice culturale, che, i più, danno, oggi, come erroneamente perduti.

                                   ERZULIE

PRESENTAZIONE del giornalista ANDREA LANINI                                                de “IL TIRRENO”
Un enigmatico susseguirsi di personaggi molto diversi tra loro ma con qualcuno o qualcosa in comune, in un affascinante viaggio nella psiche i cui sottosuoli assumono sembianze via via diverse nell’inconscio dei pazienti: il tempo o un sogno o una donna incontrata per caso o un oggetto dei desideri.                                                In tutti i casi: Erzulie.
“Erzulie” affronta da un punto di vista filosofico le psicosi quotidiane che, una volta svelate a uno stadio di coscienza, turbano fino alla follia.
Erzulie è qualcosa o qualcuno che, nella vita dei protagonisti, riesce a metterli di fronte alle proprie ossessioni e alle proprie insolutezze. Lo psichiatra che li ha in cura si troverà così nelle condizioni di dover capire chi o cosa è Erzulie, e in che modo tutti i suoi pazienti ne vengono in contatto, se pur dalle vite profondamente differenti, fino a doverne fare i conti egli stesso.
“Salate variazioni di cuore” è già in versione e-book!      Lo trovate al link:                                           https://www.booksprintedizioni.it/libreria/ebook. 
Nicoletta Poli ci racconta di amore, vita e morte. E ci trascina inevitabilmente in delicate, cristalline, tormentate riflessioni in cui, come scrive Paul Valery, “Non esiste mai un cuore così duro in cui non si possa seminare un sogno”.                                                                      E se l’amore fa sognare, sperare, elevare l’uomo a fiore stellato che può sconfinare nell’universo, lascia anche stimmate salate che fanno male al cuore e alla mente. Ma l’amore, come pensa Spinoza, è mezzo che conduce l’uomo a maggior perfezione.                                                 Ed è amore mai scisso dall’amore per la vita. Una vita che spaventa, ma che è sempre rinfrancata dal sogno: “Sai bene/che la vita è questa/l’intervallo tra la paura e il sogno”.