Intervista a Nicoletta Poli scrittrice e consulente filosofica

 

 

5 febbraio 2020

In diretta streaming, dal Palafiori di Sanremo nello spazio BookSprint Edizioni, presentazione del romanzo “Sul ponte dell’arcobaleno”.
9 gennaio 2020
A pagina 10 della rivista “IL MONDO CHE C’E‘” – Dicembre 2019/Febbraio 2020 possiamo leggere l’intervista a Nicoletta Poli sulla Consulenza Filosofica.

9 ottobre 2019
In occasione dell’uscita del suo ultimo libro, “SUL PONTE DELL’ARCOBALENO”,       Maria Giovanna Farina, filosofa e consulente filosofica, ha incontrato Nicoletta Poli per conoscere che cosa l’ha spinta a raccontare questa storia.
INTERVISTA A NICOLETTA POLI pubblicata su “L’accento di Socrate – portale di cultura filosofica”

Sul ponte dell’arcobaleno”, il tuo nuovo romanzo. Non si anticipano i contenuti di un romanzo per non togliere il gusto della scoperta leggendolo. Cosa ti ha spinta alla scrittura di questo libro?

“Sul ponte dell’arcobaleno” nasce, come al solito ed anzitutto, dall’esigenza di vivere più vite e di immedesimarmi in personaggi anche molto diversi da me per sperimentare nuove emozioni ed apprendere sempre più dall’infinita variegata natura umana. Ma nasce anche dall’esigenza di denunciare un sistema gravido di contraddizioni, permeato da una totale assenza di etica in un’Italia che avvalla le mafie e deride l’onestà di molti cittadini che vorrebbero un mondo migliore. E poi nasce dalla consapevolezza della nostra mortalità, di quel destino comune che dovrebbe stimolarci a lasciare un segno di benevolenza su questa terra. Infine, uno stimolo importante è stato rappresentato dal mio amore per gli animali e per la natura.
Ci sarà un momento in cui ci si ricongiungerà con chi abbiamo perduto sul ponte dell’arcobaleno, animali compresi. Ne parli come di una leggenda, ma al di là di ciò possiamo trovare in questa idea un significato simbolico utile alla nostra vita?
Che la vita è preziosa e che ognuno di noi ha la sua missione in questo mondo. Bisogna amarla la vita e valorizzare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione. E comprendere che la vita è un miracolo e anche il fatto di essere amati è un miracolo. L’amore – per esseri umani ed animali – è il fil rouge che ci connette e ci fa ritrovare tutti, prima poi, fratelli in questo universo.
La malattia è un attacco cruento ad una parte di noi, il corpo: dobbiamo conviverci, trovare la forza di guarire per andare avanti e guarire. Cosa lascia questa esperienza?
È come scoperchiare il vaso di Pandora e trovarsi improvvisamente la speranza tra le mani. Una cosa che luccica, bella ed attraente, ma che non è così semplice da portare con sé tutti i giorni. Poi piano piano impari a conviverci, scoprendo che senza di lei non potresti più esistere. E la vita assume tutta un’altra prospettiva: più umana, meno ego centrata, più comprensiva nei confronti della sofferenza altrui. Si viaggia più in rete, come dire. Capisci che siamo tutti indissolubilmente legati gli uni agli altri con un unico comune destino: quello di essere a termine. Ma in questo viaggio a termine apprezzi la memoria del mondo, la meravigliosa gioia di vivere e raccontare.
Quali sono gli esseri più capaci, e per questo irrinunciabili, di starci accanto e farci superare il momento difficile?
Innanzi tutto siamo noi stessi che dobbiamo saper convivere con la consapevolezza della nostra finitezza. Poi, certo, anche i famigliari, gli amici che però non puoi sovraccaricare di responsabilità ed ansie. E anche gli animali, in particolare i gatti che amo infinitamente per la loro discrezione e silenzi pieni di parole.
Anche la morte conduce metaforicamente ad una rinascita, un filosofo pratico come affronta questo passaggio della vita?
Come dice qualcuno, dovremmo morire un po’ ogni giorno per capire il senso profondo della nostra vita. Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire. E, dopo la morte, la rinascita. Nei momenti difficili della vita la filosofia è l’unica medicina che ci può aiutare ad accettare la nostra finitezza. La filosofia nasce dall’esigenza dell’uomo di rispondere alle domande fondamentali della vita, ed è, come dice Aristotele, attività “nata dal dolore e dalla meraviglia”. Filosofia è dialogo. E il dialogo non è gioco, una chiacchiera, è una cosa seria. Il dialogo, come dire, “sbroglia delle matasse”, come ben ci insegna Socrate, arriva ad una sorta di verità provvisoria. E Socrate vedeva nella filosofia lo strumento principe del risveglio della coscienza morale. Il filosofo pratico può sostenere la persona a pensare più chiaramente, ad indagare nel magma della sua – spesso tacita e non consapevolizzata – filosofia di vita e del suo sistema di valori. La nostra è una professione meravigliosa che può aiutare tante persone che hanno problemi di diverso tipo. La filosofia cura l’anima e fa diventare saggi e felici. Il riprendere in mano la propria vita, conquistare il coraggio di vivere e pensare con saggezza è una delle finalità della consulenza filosofica. Ho visto tante persone che, facendo questo percorso, sono come risorte, hanno visto aprirsi davanti tante strade e tante opportunità impensabili.
Perché leggere il tuo romanzo?
È un libro che, a detta di alcuni scrittori che l’hanno letto, incuriosisce al punto che si legge in un paio di giorni, commuove, intriga e fa riflettere su molti temi. A mio modesto parere, per essere efficace, uno scrittore deve attenersi alla verosimiglianza anche se il tessuto narrativo è completamente fuori dalla realtà. Un personaggio deve essere credibile anche se vive ed opera su Plutone. E poi bisogna avere la capacità di inventare delle storie credibili anche su un terreno poco credibile e di scindersi in tante anime differenti che possono dialogare tra loro. Forse la scrittura è più un’operazione di dissolvimento dell’ego in tanti io, una sorta di operazione schizofrenica. Talvolta terapeutica e talvolta no. Io ci ho provato. E a detta anche dell’illustre prefattore Gian Ruggero Manzoni, che stimo come artista a 360 gradi, sembra che ci sia riuscita. Ma bisogna migliorare. Sempre.

17 settembre 2019

In occasione della ristampa di “Vite contro vento. La consulenza filosofica individuale”

  1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
    Sono genovese e abito a Bologna da circa 35 anni. Sono filosofa, consulente filosofica, scrittrice, poetessa, presidente di AICOFI (Associazione Italiana Consulenza Filosofica) e direttrice della Scuola Parresia per filosofi pratici. Collaboro con l’Istituto di Clinica Psichiatrica dell’Università di Ferrara e col Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna. Ho vinto diversi premi letterari e filosofici a livello nazionale ed internazionale. A sei anni ho scritto la mia prima poesia e a nove una specie di testo teatrale. Credo di avere deciso di diventare scrittore prima dei 10 anni di età.
  1. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
    Lettera sulla felicità di Epicuro. Dopo l’esordio con l’esortazione a praticare la filosofia, unica vera fonte della felicità, Epicuro passa ad analizzare le cause dell’infelicità, e ribadisce le quattro massime che compongono il cosiddetto tetrafarmaco. Credo sia importante sin dall’adolescenza riflettere sulla vita e sulla morte nonché sul senso da dare alla nostra esistenza.
  2. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
    Penso però che una buona parte dei lettori sia legata al libro cartaceo, alla sua sacralità, al rumore e al profumo delle pagine che sfogli. Altri, la minoranza e forse più i giovani, preferiscono i libri digitali per comodità, essendo magari più avvezzi ad usare la tecnologia e avere una biblioteca portatile sempre con sé.
  1. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
    Scrivere non è un colpo di fulmine. E forse neanche un amore ponderato. È una questione di sopravvivenza ed e è una forma di cura di sé che comporta abnegazione ed una grande capacità di sacrificio. A mio modesto parere, per essere efficace, uno scrittore deve attenersi alla verosimiglianza anche se il tessuto narrativo è completamente fuori dalla realtà. Un personaggio deve essere credibile anche se vive ed opera su Plutone. Bisogna essere capaci di inventare delle storie credibili anche su un terreno poco credibile e di scindersi in tante anime differenti che possono dialogare tra loro. Forse la scrittura è più un’operazione di dissolvimento dell’ego in tanti io, una sorta di operazione schizofrenica. Talvolta terapeutica e talvolta no. Nel caso di “Vite contro vento. La consulenza filosofica individuale.” le storie raccontate sono tutte vere e mi hanno fatto tanto pensare…Per esempio che spesso la realtà supera l’immaginazione.
  1. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
    Anzitutto un atto d’amore verso la mia professione di consulente filosofico. Una professione meravigliosa che può aiutare tante persone che hanno problemi di diverso tipo. Nel libro peraltro, proprio per fare chiarezza una volta per tutte sulla differenza tra una consulenza di tipo psicologico e/o psicoterapeutico ed una consulenza filosofica, descrivo nel dettaglio tutte le metodologie utilizzate per aiutare i miei clienti. Trattasi di metodologie che hanno tutte origine nella filosofia. La filosofia, come ben spiego nel mio saggio, cura e fa diventare saggi e felici.
  1. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
    Che la vita è preziosa e che ognuno di noi ha la sua missione. La consulenza filosofica può indurre la persona a cercarla, trovarla ed essere così davvero felice. Il riprendere in mano la propria vita, conquistare il coraggio di vivere e pensare con saggezza è una delle finalità della consulenza filosofica. Ho visto tante persone che, facendo questo percorso, hanno visto aprirsi davanti tante strade e tante opportunità impensabili. E, dunque, la porta della felicità.
  1. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
    Come dicevo all’inizio dell’intervista, scrivere era nel mio DNA fin da piccola. Scrivere è una vera e propria questione di sopravvivenza. Qualcuno, certo Pessoa, ha detto che la letteratura nasce perché la vita non basta. Ecco. Col tempo ho preso coscienza del fatto che senza scrivere sarei stata un’anima perduta. Lo studio della filosofia poi mi ha aiutata a pensare più chiaramente e a riuscire ad organizzare al meglio pensieri, parole, concetti.
  1. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
    Non so se è un fatto piacevole. Un giorno andai a parlare con un’assessora alla cultura di un piccolo comune del bolognese per proporre una conferenza sulla consulenza filosofica. Mi ricordo perfettamente la seguente risposta: “Ho sempre odiato la filosofia a scuola… Si figuri se adesso mi occupo di consulenza filosofica! Ma che è?” Non attese nemmeno una mia risposta o spiegazione e se ne andò via ridacchiando. È stato da quel momento che ho pensato di scrivere il libro.
  1. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
    Assolutamente no. Sono una passionale per di più maniacale e perfettina. Le cose che inizio le termino sempre. È una questione di stare a posto con la mia coscienza.
  1. Il suo autore del passato preferito?
    Tanti, troppi. Se ne citassi uno solo farei torto a tanti altri e non me lo perdonerei mai…
  1. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
    Anche questa formula, come l’e-book è interessante. Ci sono utenze particolari che dovrebbero avere accesso gratuito agli audiolibri, tra cui, per esempio, i non vedenti o gli ipovedenti, o soggetti con altre disabilità, o chiunque abbia difficoltà di apprendimento di altra natura. Io dico che la cultura è l’unica arma che può far davvero migliorare il mondo, per cui ben venga qualsiasi mezzo che la possa trasmettere e diffondere capillarmente.
25 aprile 2018
Sulla rivista “Donna Moderna” uscita in tutte le edicole italiane il 25 aprile 2018, è stato pubblicato un articolo, frutto in buona parte, dell’ intervista fatta alla dott.ssa Nicoletta Poli dalla giornalista Monica Serra.